Per il ponte del Primo Maggio scorso ho passato due giorni a Venezia. Ci sono ritornato dopo diversi anni e l’ho trovata ancora affascinante e misteriosa. Appena usciti dalla stazione io, la mia ragazza e i nostri trolley ci siamo diretti verso il nostro albergo e dopo circa trecento metri incontriamo il secondo ponte della nostra storia, quello di Calatrava (Architetto di Valencia http://it.wikipedia.org/wiki/Santiago_Calatrava).

Devo dire che l’impatto è stato davvero buono. Acciaio, vetro, pietra d’Istria, bronzo. Il ponte è bello, davvero bello.
Ma quando siamo arrivati a metà del ponte, alzando di peso le nostre valigie, mi sono un attimo fermato a riprendere fiato ( “ho preso solo l’indispensabile…
“) e mi sono guardato intorno: tante persone che trascinavano la propria valigia. Qui mi sono posto le prime due domande:
- perchè vicino una stazione, frequentata da migliaia di persone al giorno è stato costruito un ponte senza una passerella?
- se per caso fossi stato un diversamente abile come avrei fatto?
Ma non è finita qui. Nelle due giornate trascorse a Venezia mi è capitato di attraversare 4-5 volte il ponte e puntualmente sono inciampato. Non sò cosa abbiano quegli scalini ma si inciampa.
Tornato a casa ho fatto un pò di ricerche su Google e sono venuto a conoscenza delle proteste dei comitati di persone diversamente abili perchè il ponte non ha nessuna passerella, ma anche diverse persone che hanno fatto causa al Comune di Venezia perchè si sono gravemente infortunate inciampando sul ponte.
Allora mi chiedo: dove arriva il bello e si ferma l’utile?
Forse in questo caso si sarebbero evitati tutti questi problemi se uno dei progettisti avesse osservato e studiato l’ambiente e le persone, passando un bel weekend a Venezia.
Forse questo articolo potrebbe esserti di interesse, piu’ che sulla questione del ponte, sulla questione della valigia
http://cirillosscrapbook.wordpress.com/2009/05/08/the-magic-suitcase/